Occasioni per economie in crisi: i grandi investitori USA puntano sulla Social TV

Quanto interesse c’è da parte degli investitori intorno alla Social TV? Quanta potenza di fuoco si sta accumulando negli USA, pronta a sbarcare nel resto del mondo, in particolare in Europa?

Attorno alla Social TV ci sono almeno una trentina di aziende più o meno specializzate in 6 macro-categorie:

  • CONTENT RECOGNITION
  • SECOND SCREEN APPS
  • REMOTE CONTROL
  • CHECK IN APPS
  • REWARD APPS
  • SOCIAL TV ANALYTICS

Attingendo agli interessanti report di Anne-Marie Roussel, gli investimenti noti ammontano ad oltre 172 milioni di dollari, concentrati su circa 20 aziende (in realtà almeno il doppio, non essendo noti gli investimenti in grossi calibri come ConnecTV, Trendrr e Zeebox) , con le cifre che potete vedere nel grafico in basso.

Finanziamenti verso Social TV companies (mln $)

Si tratta di iniziative indipendenti? No, nella gran parte dei casi dietro queste start-up ci sono i grandi broadcaster, colossi del settore come BSkyB, Time Warner, Fox, MTV, CBS, CBC, NBC, ABC, nonchè social network come Twitter e Google.

L’entità e la qualità degli investimenti indicano chiaramente la grande attenzione per tutti gli ambiti che costituiscono la piattaforma complessiva di Social TV. C’è la consapevolezza di aver individuato finalmente il futuro della televisione, sfruttando il fenomeno (la voglia di socializzare gli eventi televisivi), i media (Twitter e Facebook in primis) e la tecnologia (ACR, Second Screen Apps, etc). Tecnologie interessantissime che, integrando Content Recognition e meccanismi di check-in più o meno automatici, forniscono alle aziende di Social TV Analytics una serie di metriche fondamentali per cogliere gusti e tendenze, ed indirizzare con maggiore precisione il mercato pubblicitario.

In Italia i telespettatori hanno indicato la via, dando vita a veri e propri appuntamenti fissi (specialmente su Twitter) in cui giornalisti, politici e cittadini digitali comuni danno vita  a scambi di commenti più o meno seri attorno a talk-show di successo, o spettacoli come Sanremo. Prima o poi anche in Italia avverrà il salto di qualità, andando oltre i raduni attorno al caminetto virtuale di Twitter, ma purtroppo anche in questo caso tutto il bagaglio di tecnologia sarà Made in USA  (o UK dove ad esempio Zeebox si sta facendo strada con l’appoggio di BSkyB). Anche in questo caso, purtroppo, subiremo l’ennesima colonizzazione digitale, incapaci come siamo di investire anche in settori promettenti come questo.